Piazza del Gesù

Piazza del Gesù
La zona su cui si trova Piazza del Gesù corrisponde grosso modo all’area appena fuori dalle mura della città, che progressivamente è stata inglobata. La sua inclusione nelle mura cittadine si ebbe nel V secolo d.C., quando la minaccia visigota si fece pressante, ma fu l’età angioina che la consacrò definitivamente, grazie alla costruzione della Porta Reale. Alla dinastia angioina  si deve anche la costruzione del convento e della di S. Chiara, di fronte alla quale il Principe di Salerno, Ferrante Sanseverino, fece costruire il proprio palazzo in forme rinascimentali e rivestito con bugne a punta di diamante. Nel 1526, egli decise di acquistare e demolire alcuni edifici dal convento delle clarisse per formare un primo nucleo di piazza che mettesse in evidenza la facciata del suo palazzo, al quale si aggiunse anche il palazzo Pignatelli di Monteleone.

La prima trasformazione della piazza ebbe luogo a metà del XVI secolo, quando fu aperto il collegamento con il decumano inferiore e continuò con la costruzione della Chiesa del Gesù, che sostituì il palazzo Sanseverino, inglobandone facciata e portale. A quel punto, la piazza del Gesù era diventata un vero e proprio luogo di incontro tra la città vecchia e i nuovi quartieri voluti dal viceré don Pedro de Toledo.

La guglia dell’Immacolata
Fu nel 1705 che fu eretto un primo monumento al centro della piazza del Gesù; si trattava del monumento a cavallo di Filippo V, che rimase al suo posto soltanto due anni, poiché gli Austriaci, che vi governarono in quel periodo, lo fecero abbattere. Così, nel 1743 i Gesuiti che avevano in custodia la Chiesa del Gesù, decisero di farvi erigere una guglia dedicata a Maria Immacolata, con fondi raccolti tra il popolo.

La guglia, progettata dall’architetto Giuseppe Genoino e creata da due allievi di Domenico Vaccaro, presenta una decorazione molto ricca, espressione della celebrazione che i Gesuiti intendevano tributare alla Vergine. La sua struttura richiama quella degli obelischi egiziani, mentre le decorazioni sono in puro stile rococò e sulla sommità svetta la statua in rame dell’Immacolata. Ancora oggi, l’8 dicembre, la tradizione vuole che il Cardinale ed il Sindaco salgano fino in cima per offrire in tributo alla Vergine una corona di fiori.

Gioia Nasti
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