‘O ì lloco, ‘o ì ccanno, ‘o ì llanno

Sono le traduzioni dell’eccolo italiano, con le sfumature che identificano (come negli aggettivi “questo, codesto, quello”) la maggiore o minore vicinanza all’interlocutore. Precisamente, in un crescendo, ’o ì ccanno indica la massima vicinanza, ’o ì lloco una media distanza, ’o ì llanno la massima distanza. L’etimologia del primo va ritrovata in una corruzione di hac, “qua”; quella del secondo nella modalità contratta di in isto loco e quella dell’ultimo semplicemente in illo loco poi trasformato in illuc.

Gioia Nasti
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