Le edicole sacre

Le edicole sacre sono spesso state considerate un elemento secondario dell’aspetto religioso a Napoli e legate, più che alla religione, alle tradizioni folcloristiche. Sebbene questa sia una pratica comune a diverse città (per esempio, Palermo o Genova), le edicole napoletane presentano delle caratteristiche del tutto particolari ed originali. Solitamente queste sono a forma di tempio greco o a nicchia con cornice ovale sporgente. Chiunque può decidere di costruire un’edicola: associazioni religiose e non, ma anche privati cittadini (sono le più numerose) senza essere sottoposti all’approvazione della Chiesa. Pare che l’origine delle edicole sacre debba farsi risalire
alla seconda metà del Settecento. Ferdinando IV aveva ordinato che gli edifici pubblici ed i negozi, le Ambasciate e le case dei nobili tenessero accese durante la notte le luci all’esterno dei palazzi per garantire un minimo di illuminazione e, quindi, di sicurezza nelle strade. Man mano, però, i delinquenti andarono spegnendo o rompendo queste luci. Fu a questo punto che Padre Gregorio Rocco, un domenicano dedicato interamente alla cura delle classi più deboli e povere, ebbe l’intuizione geniale di far fare centinaia di copie del quadro della Vergine, distribuirle per le strade dei Vergini e della Vicaria e di accendervi delle luci e delle candele, sostituendo così, di fatto, le luci che i delinquenti avevano distrutto. In seguito, lo stesso Padre Rocco assegnò la cura di ogni edicola ad una determinata famiglia, in modo che questa fosse sempre illuminata e piena di fiori.

L’edicola sacra è il simbolo in cui si uniscono il carattere privato e popolare della religiosità napoletana. Il carattere privato viene rappresentato soprattutto dal “curatore”, cioè la persona che si occupa dell’edicola: si assicura che il lumino davanti all’immagine sia sempre accesa, che ci siano sempre fiori freschi, che l’edicola sia sempre pulita ed ordinata. Il carattere popolare si avverte, invece, in quella concretezza che i napoletani cercano attraverso l’immagine sacra. Non c’è misticismo, infatti, nella religiosità napoletana; i devoti hanno bisogno di avvertire un contatto diretto con la Vergine, Cristo ed i Santi e l’immagine, e quindi l’edicola sacra, assicura quel contatto tra il popolo e la divinità. La maggior parte delle edicole sacre presenta delle statuine che rappresentano le Anime del Purgatorio. Questi personaggi sono avvolti dalle fiamme e si trovano immediatamente sotto l’immagine sacra e costituiscono l’elemento cosiddetto “scenografico” dell’edicola. Non va dimenticato che il culto delle Anime del Purgatorio è molto vivo a Napoli e si espleta con grande trasporto nel Cimitero delle Fontanelle, nelle Catacombe di S. Gaudioso e soprattutto nella chiesa che compendia questa devozione: S. Maria delle Anime del Purgatorio in Via dei Tribunali. In questa chiesa, come nel Cimitero delle Fontanelle, i devoti “adottano” un teschio (o altre ossa) e lo curano come se fosse un defunto della propria famiglia, pulendolo, portandogli fiori ed accendendogli candele e lumini. In generale, il motivo principale per l’edificazione dell’edicola sacra è la grazia ricevuta. Ognuna di esse è accompagnata da una lapide che riporta la data di edificazione ed il nome del proprietario. La maggior parte delle edicole sacre sono dedicate alla Madonna, sotto i suoi vari attributi (Madonna dell’Arco, Madonna delle Grazie, Madonna Addolorata), ma non ne mancano alcune dedicate a Cristo, a Sant’Anna, a S. Gaetano, a S. Antonio, a S. Vincenzo.

Gioia Nasti
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