‘O farenella, galante e cicisbeo

Questo termine sta ad indicare l’uomo che fa il galante, il cascamorto e che, nel corso del XVIII secolo, era un personaggio accettato della società, sotto il nome di cicisbeo, che “suppliva” alle mancanze di galanteria e di affetto delle donne senza, per questo motivo, far commettere adulterio alle stesse.

Sebbene il nome richiami il famoso evirato settecentesco Carlo Broschi, soprannominato Farinelli, l’etimologia del termine risale ad una usanza in ambito teatrale degli attori, ormai in età avanzata, che, per interpretare giovani innamorati, erano soliti utilizzare della farina, al posto della più costosa cipria, per nascondere piccole rughe del viso. Ed era questi “infarinarsi” che, identificato con il personaggio dell’innamorato galante che essi interpretavano, è rimasto nella lingua napoletana ad indicare l’uomo che si comporta in maniera vezzosa.

Gioia Nasti
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